TripAdvisor segnala gli hotel e i resort coinvolti in aggressioni a sfondo sessuale

Le storie di abusi e di violenze sulle donne, ma in alcuni casi anche sugli uomini, sono il caso del momento. A scatenare la querelle è stata la testimonianza dell’attrice Asia Argento, figlia del celebre regista Dario, la quale, durante un’intervista ha dichiarato di essere stata vittima di una violenza sessuale da parte del produttore americano Harvey Weinstein. Come per effetto domino, sono venute fuori altre decine di storie tutte simili, con protagonisti attori, produttori e registi, coinvolti, da vittime o da carnefici, in torbide vicende di “potere”. E così come Netflix ha deciso di riscrivere interamente la sesta stagione di House of Cards che non avrà più come protagonista Kevin Spacey, coinvolto in uno scandalo di molestie su un minorenne, anche altri media stanno alzando la voce e si stanno attivando nella lotta contro gli abusi.

È il caso della piattaforma di recensioni più famosa al mondo, TripAdvisor, che negli ultimi giorni ha cominciato a segnalare ai suoi utenti le strutture turistiche coinvolte in casi di violenza sessuale o di mancata sicurezza. Secondo le dichiarazioni di Kevin Carter, portavoce ufficiale, il portale avrebbe già cominciato a marchiare con particolari simboli gli hotel e i resort identificati come luoghi in cui sono avvenuti degli eventi pericolosi. Si tratterebbe di avvisi più informativi, che punitivi, che mettono in guardia l’utente consigliandogli di cercare ulteriori informazioni sulle strutture prima di decidere di prenotare.

Una settimana fa TripAdvisor ha chiesto scusa a Kristie Love, una 35enne di Dallas, che da circa 7 anni cerca di pubblicare una recensione in cui mette sotto accusa un resort messicano in cui la donna denuncia di essere stata violentata da una guardia di sicurezza. Anche un’altra cliente della struttura avrebbe tentato, invano, di denunciare sul portale la violenza subita in questa struttura. Ma, fino a poco tempo fa, TripAdvisor censurava questi commenti, in quanto non era possibile utilizzare un linguaggio che non fosse “family-friendly”. La nuova linea intrapresa dal portale sta cambiando, a quanto pare, in meglio.